Diocesi di Termoli Larino

La Chiesa di Maria SS. Della Vittoria in Valentino, chiamata da sempre col nome di “Chiesa della Madonna a Lungo”, è ciò che resta dell'antico e primo monastero costruito a Termoli nei primi anni del XV secolo ad opera dei francescani della Provincia religiosa di Foggia, su consenso del Vescovo di Termoli Mons. Antonio Attilio, al capitolo “Antonio III”. 

In origine questo monastero era luogo di culto e di preghiera, ma anche di rifugio e di difesa in occasione degli attacchi turchi-ottomani, che in quel periodo imperversavano lungo le coste dell'Adriatico Centro Meridionale. Ebbe pochi anni di vita, circa venti, perchè troppo esposta ai pericoli del tempo e visibile anche dal mare. Era il periodo in cui l'Impero Ottomano, guidato dal Sultano Solimano il Magnifico, ampliava i propri confini conquistando buona parte del Nord Africa e ampi territori del Mediterraneo Orientale. La fanteria, costituita dai Giannizzeri, era considerata l'apparato militare migliore dell'Impero. I soldati erano particolarmente motivati, perchè il Sultano riservava loro, quale unica fonte di reddito, il ricavato dagli esiti di guerra.

Dopo il fallito tentativo di espugnare Malta con un assedio di circa sette mesi, il Sultano volse le sue mire espansionistiche verso l'Italia e i vicini territori Slavi. Frequenti erano le incursioni lungo l'Adriatico, da Pescara in giù. Gli eserciti erano guidati da Pialì Pascià e Mustafà, rispettivamente comandanti dell’armata di mare e dell’esercito di terra. Fu così che nell’estate del 1566 la flotta ottomana minacciò le città adriatiche con continui saccheggi e azioni distruttive. Pescara riuscì a resistere grazie all'aiuto di una guarnigione spagnola, mentre Francavilla ed Ortona vennero saccheggiate.

L'esercito turco, spostandosi più a Sud, arrivò in vista di Termoli. Ben presto, il 2 agosto 1566, Termoli fu invasa e saccheggiata dai turchi. La cattedrale e il castello vennero incendiati e devastati. Intanto la popolazione era già fuggita nelle campagne e molti trovarono rifugio nella chiesetta annessa al monastero. Qui i giannizzeri trovarono una coraggiosa resistenza e vennero respinti verso il mare. Intanto i frati cappuccini, non godendo di alcuna protezione, decisero di abbandonare definitivamente il Convento le cui rovine, poi, sono state cancellate dal tempo.

È rimasta solo la chiesetta, che è stata più volte restaurata. La facciata è molto semplice e all'interno vi è una sola navata con quattro archi a tutto sesto. Molto bello un dipinto cinquecentesco su tela raffigurante la Madonna della Vittoria col Bambino e due affreschi, raffiguranti San Sebastiano e San Giovannino, posti ai lati. Il titolo di “Madonna della Vittoria” è stato data dai termolesi per averli liberati dalla ferocia dei turchi. Per questo motivo, fin dalle origini, questa chiesa intitolata alla “Vergine SS. della Madonna della Vittoria” è stata particolarmente amata e curata non solo dai termolesi, ma anche dalle comunità di San Giacomo e Guglionesi, tanto che ogni anno, il giorno dopo il lunedì di Pasqua, i devoti vi si recano a piedi in pellegrinaggio percorrendo circa tre chilometri da Termoli.






É proprio la distanza, una volta ritenuta non breve, che ha suggerito il nome di “Santuario della Madonna a Lungo”. I pellegrini, giunti in chiesa, già dal mattino partecipano all'assemblea liturgica e, dopo aver pregato la Madre SS, sostano sui campi adiacenti per consumare il pasto portato da casa o comprato in una delle tante bancarelle dislocate nell'area antistante la chiesa. Si tratta quindi di una giornata di festa, una scampagnata, dedicata in parte alla preghiera e in parte ai giochi e al divertimento.


Che questa sia una tradizione che risale ai primi anni della fondazione dell'antico monastero lo dimostra questa testimonianza del Predicatore Serafino Razzi, priore del convento di S. Marco a Firenze:

“Alli 9 aprile 1577, terzo giorno di Pasqua, andai a predicare alla sopradetta chiesa di S. Maria di  Valentino, altrimenti detta Santa Maria longa ove ciasched’un anno in cotal dì concorre assai popolo, non solamente di Termoli, ma ancora d’altre terre vicine. Viene in particolare milizia di Termoli, cò tamburo, bandiere et ordinanza militare. E poscia nel ritorno combattono alla città dalla parte di terra, c’ò assai piacevole spettacolo: difendendola di dentro da un’altra mano di giovani in abito turchesco, c’ò insegna e tamburi dall’una parte e dall’altra. E finalmente dopo molte Ambasciate mandate innanzi e indietro: e dopo molte scaramucce fatte et assalti dati, intorno a mezzodì la presero, senza però scandalo o danno alcuno. E si dee notar; come a detta S. Maria di Valentino, edificata in un vago boschetto, dette le messe, e fatta la predica, quasi tutti fanno collazione dei cibi qui preparati, e portati, onde poi ritornando possono combattere la città nel modo predetto.”

Da Mercoledì 12 settembre 2013, memoria del SS. Nome di Maria, la Chiesa di Santa Maria delle Vittorie (Madonna a Lungo) è stata eretta ad “Eremo della Misericordia di Termoli”. La celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Vescovo diocesano Mons. Gianfranco De Luca il quale esprime profonda gratitudine al Padre Luigi Russo, che con la sua presenza animerà, sotto il segno della Misericordia, questo piccolo santuario così caro alla vita e alla storia dei termolesi».