Diocesi di Termoli Larino

Nel corso dell’anno liturgico, che inizia con la prima domenica di Avvento e termina con la Solennità di Cristo Re, ci sono due tempi particolarmente importanti, (chiamati anche ‘tempi forti), la quaresima e l’Avvento, durante i quali tutte le comunità cristiane sono chiamate, non solo ad un ascolto più attento della Parola di Dio, ad una celebrazione fervida dei Sacramenti e in particolare del sacramento della Riconciliazione, anche a compiere gesti concreti di carità per i più bisognosi, attraverso donazioni spontanee o organizzate alle strutture che assistono in vario modo i nostri poveri.

Parola di Dio, liturgia e carità sono le tre dimensioni che scandiscono sempre il cammino della nostra vita cristiana. In ciascuno di questi due tempi forti, dunque, viene individuata in genere una domenica nella quale tutte le comunità sono sollecitate ad una maggiore attenzione a gesti di generosità, dietro esplicito invito delle Caritas parrocchiali e dei servizi della Caritas diocesana; normalmente ogni anno si sceglie un particolare settore che viene proposto a tutti come ambito per il quale tutta la comunità diocesana si impegna ad esprimere sostegno e aiuto.

Quest’anno, per la prossima terza domenica di Avvento, 16 dicembre 2018, giornata di fraternità per questo tempo liturgico, la Chiesa Diocesana chiede a tutti, fedeli e non, e ad ogni singola comunità di raccogliere offerte che saranno utilizzate per POTENZIARE IL SERVIZIO MENSA DELLA CARITAS DIOCESANA (cittadella della Carità, Paese Vecchio, Termoli).  

Conosciamo questo servizio che viene svolto da circa trent’anni dalla nostra Caritas, sappiamo anche che negli ultimi tempi i numeri dei nostri beneficiari sono cresciuti sensibilmente perché la crisi economica ha creato nuove sacche di povertà, prima inaspettate. Avvertiamo pertanto la necessità di potenziare il servizio per rispondere adeguatamente alle richieste sempre più numerose, anche solo di un pasto caldo quotidiano.

I volontari, le suore della Carità, gli operatori-caritas, insieme con il Vescovo, si affidano pertanto alla generosità delle nostre comunità, certi che questo accorato appello venga positivamente accolto, anche come gesto di conversione e di preparazione alla Solennità del Santo Natale.

Tale appello assume una rilevanza ancora più profonda per i cambiamenti introdotti recentemente nella disciplina dell'asilo, dell'immigrazione e della cittadinanza e per  la riduzione del numero di permessi di soggiorno per "casi speciali".

Alla data odierna, infatti, circa 140.000 persone titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari rischiano di cadere o di ricadere in una condizione di irregolarità del soggiorno che li esporrà al rischio di povertà estrema, di marginalità e di devianza.

Riguardo alla nuova disciplina esprimiamo preoccupazione per il fatto che tali permessi di soggiorno sono configurati come autorizzazioni estremamente precarie, quasi sempre non rinnovabili e non convertibili, ad esempio, in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Questo significa che molti tra coloro che oggi stanno per prendere un permesso di soggiorno lo perderanno, diventando irregolari.  Si va dunque generando, in nome della sicurezza, un inasprimento della disciplina del soggiorno che aumenterà la propensione all'illegalità.

Guardiamo con grande preoccupazione allo smarrimento del senso di equilibrio e di moderazione nelle politiche sull'immigrazione, senza avere acquisito l'autorevolezza necessaria per ottenere dai governi dei paesi di origine accordi di rimpatrio ad un tempo efficaci e rispettosi dei diritti umani fondamentali.
Nel contempo, purtroppo, le politiche di promozione dell'integrazione vengono sottovalutate.
Dovendo far fronte per il futuro, non molto lontano, a provvedere a tanti casi probabili di bisogno, tutte le comunità parrocchiali sono sollecitate a vivere la giornata di Fraternità della III domenica di Avvento raccogliendo fondi anche in vista di queste nuove necessità. I tanti beneficiari-immigrati accompagnati in questi anni dalla nostra Chiesa potranno così continuare a sperare nella nostra vicinanza e nel nostra aiuto concreto.
 

 

 

 

 

 

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