La gioia dell’amore: il vescovo Claudio incontra le coppie prossime al sacramento del matrimonio

Nel corso del mese di maggio, al centro pastorale “San Giovanni XXIII di Larino, si è rinnovato l’incontro annuale delle coppie di fidanzati, prossime al matrimonio, con il vescovo Claudio Palumbo. All’iniziativa, organizzata dalla commissione diocesana di pastorale familiare, hanno partecipato diciannove coppie provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi, per vivere un momento di preghiera e fraternità in ascolto della Parola di Dio dopo il cammino di preparazione svolto con i parroci o con i laici. In questo incontro, il vescovo Palumbo ha esposto ai fidanzati diverse dimensioni della bellezza del sacramento del matrimonio: “La prima bellezza è quella del piano umano naturale e quello sacramentale. Nel matrimonio cristiano c’è Dio. Dio è amore, e ciascuna delle vostre coppie è una manifestazione di questo amore. La bellezza sta in questo amare, che significa donare. Nell’amore si diventa veramente se stessi”. Nella seconda bellezza si torna alla genesi dove Dio crea l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza, “maschio e femmina li creò”. Nel matrimonio Dio chiama l’uomo e la donna a costruire l’unità nella diversità. La terza bellezza mostra come in questa relazione uomo/donna si fa esperienza dell’amore trinitario di Dio. I nostri gesti di affetto dicono chi è Dio. Quarta bellezza: si scopre come la famiglia apre all’eternità, dove si realizzeranno le nozze piene perché sposati in Gesù. Quinta bellezza è la consacrazione della vostra relazione. Gli sposi nel sacramento delle nozze, ricevono un dono, che li chiama a dire la bellezza della relazione di Dio con l’umanità e di Gesù con la Chiesa. Gli sposi sono sorgente continua di comunione, perché partecipi dell’amore di Dio ed essendo in collaborazione con Lui rendono presente il mistero dell’alleanza. “La sfida – ha concluso il vescovo – consiste nel riscoprire la grazia del sacramento delle nozze, dove il vostro amore è un amore redentivo, un amore che salva”. Alla significativa riflessione del vescovo Claudio è seguito un momento intimo di condivisione e dialogo delle coppie, seguito da alcuni segni, ingredienti della quotidianità, simboleggiati dalle sei giare: piccoli gesti, empatia, fedeltà, gioia, pazienza, perdono. L’incontro si è concluso con l’affidamento alla Vergine Maria dell’amore umano e temporaneo di questi fidanzati con l’augurio che per la grazia del sacramento delle nozze possa trasformarsi in un amore eterno, rappresentato dal vino nuovo come a Cana di Galilea. Un momento di convivialità ha rinnovato gli auguri a tutti i novelli sposi con l’auspicio di potersi ritrovare anche dopo lo scambio delle fedi, il sì che pronunceranno con il cuore pieno di amore davanti a Dio.

 

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