“Orizzonti mediterranei. Abitare la fraternità per una cultura del dialogo” è il tema dell’incontro nazionale delle Presidenze diocesane e delle Delegazioni regionali di Azione Cattolica svolto a Bari dal 30 luglio al 2 agosto 2026.
Bari ha accolto “Orizzonti mediterranei” con lo spirito che più lo rappresenta: quello di una città aperta, capace di fare dell’incontro un tratto distintivo della propria identità. Non ha ospitato semplicemente un appuntamento nazionale, ma un’occasione di confronto che parla profondamente alla storia e alla nostra vocazione.
Il Mediterraneo e la grammatica della fraternità; una riflessione sul dialogo, l’accoglienza e la fraternità come linguaggio capace di unire popoli e culture.
La sessione inaugurale, nel pomeriggio di giovedì 30 Luglio, ha preso avvio con un momento di preghiera presieduto dall’assistente generale dell’AC Mons. Claudio Giuliodori, il quale ha letto il messaggio di saluto di Papa Leone XIV, trasmesso dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato. Il Pontefice ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e ci ha incoraggiato ad attivare processi formativi capaci di promuovere comunità disponibili all’ascolto.
Sono seguiti i saluti dell’Arcivescovo Metropolita di Bari-Bitonto Mons. Giuseppe Satriano, dal questore di Bari Annino Gargano, dalla presidente diocesana dell’AC di Bari-Bitonto Monica Del Vecchio e dal delegato regionale Piergiorgio Mazzotta. A loro si sono aggiunti i saluti istituzionali del sindaco di Bari Vito Leccese, del Presidente della Giunta Regionale Antonio Decaro del Consiglio Regionale della Puglia Toni Martarelli.
La Presidenza nazionale ha introdotto il significato dell’appuntamento, mostrando che non è un tema separato dalla vita ordinaria dell’associazione, ma una prospettiva che interpella l’identità dell’Azione Cattolica, le sue scelte formative e la sua presenza nei territori, attraverso il racconto e le riflessioni di alcune esperienze personali; storie diverse ma legate alla prossimità agli ultimi, alle ferite delle città, all’incontro tra culture e, al mare come luogo di passaggio, festa e dolore. Sono racconti capaci di mostrare come tali questioni attraversino le vite, le comunità ecclesiali ed i territori.
In un tempo segnato dalla fatica della partecipazione, dalla ricerca di nuove disponibilità al servizio e dall’avvio di un nuovo triennio associativo, davanti a queste difficoltà, abbiamo ribadito però come l’Azione Cattolica non può ripiegarsi su se stessa e limitarsi a custodire ciò che già esiste, ma è emerso che bisogna stare dentro le sfide del presente e formare persone capaci di leggerle.
Inoltre, la Presidenza ha richiamato il legame tra dimensione locale e globale; L’Azione Cattolica è chiamata a costruire percorsi di dialogo, corresponsabilità e pace, imparando anche ad abitare il conflitto senza trasformare le differenze in contrapposizioni.
E’ stato ricordato che l’incontro di Bari si inserisce nel cammino verso la XIX Assemblea nazionale, un percorso che, nelle parole della Presidenza nazionale, chiede all’associazione di tradurre l’ascolto in scelte concrete, rimettendo al centro l’evangelizzazione, accompagnamento e responsabilità condivisa.
Durante le quattro giornate di Bari, plenarie svolte presso il Teatro Petruzzelli, testimonianze e momenti di confronto svolti nelle strutture individuate, piazze e biblioteca, hanno accompagnato i partecipanti ad approfondire questi temi e nel tradurli in percorsi concreti per la vita associativa e per i territori.
Venerdì 31 Luglio si è aperta con una tavola rotonda sul Mediterraneo e le grandi sfide che non possono essere affrontate costruendo muri, ma creando occasioni di incontro. La dimensione civile e religiosa, pur nella loro autonomia, condividono un terreno comune fatto di valori universali: la dignità della persona, la solidarietà, la pace, la giustizia sociale. Dalla tavola rotonda, dove sono intervenuti diversi ospiti, si è trattato di migrazioni, dialogo e pace al centro di una riflessione che mette la persona prima delle strategie geopolitiche.
Il pomeriggio è stato caratterizzato da due momenti particolari; il primo con gli incontri sinodali insieme ai Vescovi italiani durante il quale abbiamo approfondito diversi argomenti che interpellano il nostro essere cristiani. Dai tavoli sinodali la sfida di ricostruire comunità, laici e vescovi a confronto su pluralità, formazione e corresponsabilità. Il cardinale Zuppi: “La gioia non è individuale, noi siamo relazione”.
Il secondo momento è stato caratterizzato dalla preghiera ecumenica presso la Basilica di San Nicola alla presenza del cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, di numerosi vescovi delle diocesi italiane e dei rappresentanti di diverse chiese cristiane sia nazionali sia locali. Un appuntamento di concreta comunione e fraternità, un cammino ecumenico che le Chiese sono chiamate a percorrere insieme. Durante la preghiera è stata consegnata alle associazioni diocesane il “Patto tra Chiese cristiane in Italia” sottoscritto lo scorso 23 Gennaio a Bari, quale segno concreto di un intento condiviso, trasformare le parole in gesti, il dialogo in relazioni, la fraternità in percorsi comuni nei territori.
L’Azione Cattolica accoglie questo mandato con responsabilità, rinnovando il proprio impegno a promuovere la collaborazione tra i cristiani e la costruzione di una società più giusta e riconciliata.
La giornata di venerdì si è conclusa con una serata di festa, musica e testimonianze nella piazza antistante la Basilica di San Nicola, dal titolo “Và pè mare”, con l’Orchestra del mare, musica che trasfigura le ferite della storia con gli strumenti nati dal legno dei barchini dei migranti, costruiti nelle carceri di Opera e Secondigliano; un concerto che arriva a Bari e trasforma il dolore in speranza.
Il giorno di sabato 1 Agosto è stato scandito dalle attività dedicata ai delegati tra ACR, Settore, Adulti, Settore Giovani e MSAC, MLAC e figure unitarie per il cammino unitario. Condividere e generare: la relazione che salva. Poi, nel tardo pomeriggio abbiamo vissuto gli incontri aperti alla città, nelle piazze della Bari “vecchia” su specifici temi: pace, migrazioni, convivialità delle differenze e cambiamenti. Un ulteriore approfondimento, riflessione, condivisione come occasione di incontro e non di divisione, definiti dialoghi mediterranei, accompagnati da numerosi ospiti e testimoni nazionali ed internazionali.
L’incontro nazionale si è concluso Domenica 02 Agosto con l’intervento conclusivo del Presidente nazionale Giuseppe Notarstefano. Ecco alcuni passaggi del suo intervento. Il presidente dell’AC rilancia la lezione di Aldo Moro e l’appello di Papa Leone XIV: fare del Mare Nostrum il luogo in cui il dialogo tra popoli, culture e fedi diventa un esercizio concreto di pace, corresponsabilità e speranza contro le narrazioni dell’odio e della paura. L’AC accoglie questa sfida comune, con generosità creativa e umile fierezza. Per ciascuno di noi e per noi tutti uniti nella forza del “noi” associativo è un gesto di responsabilità e di impegno quotidiano verso la costruzione della pace attraverso la promozione della cultura dell’ascolto e dell’accoglienza, la cura educativa, il servizio generoso e gratuito alla comunità ed al bene di tutti. L’AC non si arrende e diciamo che la pace è possibile e citando Vittorio Bachelet, che fu nostro presidente nazionale dal 1964 al 1973, vogliamo essere una forza di speranza, che porta nella vita di tutti la cifra del Vangelo e, guarda al Mediterraneo come luogo simbolo dell’incontro, della convivialità delle differenze e della profezia della fraternità che si fa storia.
Le giornate si sono concluse con la Santa Messa dalla Cattedrale di Bari (trasmessa in diretta su Rai1) presieduta dall’Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica insieme a numerosi vescovi e sacerdoti.
All’incontro nazionale, insieme alle presidenze delle diocesi e delegazione della Regione conciliare Abruzzo-Molise, in rappresentanza della nostra associazione diocesana sono stati presenti il presidente diocesano Giacinto Cirelli, il vice-presidente per il Settore Adulti Primiano Miozza, il vice-presidente per il Settore Giovani Silvia De Camillis e l’assistente unitario Don Gianfranco Berardino e, per il Progetto Policoro Fatima Garrab.
Lasciamoci interrogare dalle sfide del nostro tempo…
La Presidenza di Azione Cattolica della Diocesi di Termoli-Larino









































