Con tutta probabilità, la cattedrale di Larino di fine primo millennio era quella dedicata alla “Vergine Maria Madre di Dio”, la cui solennità si celebra ogni 1° gennaio.
Dell’esistenza a Larino, nel periodo indicato, della chiesa “Sanctae Dei Genitricis et Virginis Mariae” non ci sono dubbi. In essa, infatti, a metà del IX secolo, furono deposte le reliquie di San Pardo, Patrono principale di Larino e diocesi, appena giunte in città, come attestano le due biografie medioevali del Santo.
Entrambe, la prima più breve e l’altra più lunga, redatte, forse, da un solo autore e cioè il presbitero larinese di nome Radoino, indicano che il sacro deposito, a metà IX secolo, fu collocato (traduzione dal latino) “nella chiesa dedicata alla Vergine Maria, Madre di Dio” di certo già esistente all’interno del primo nucleo abitato sorto intorno all’attuale cattedrale a seguito dell’abbandono della vecchia città (oggi nuova), dove era sicuramente posta la precedente chiesa episcopale entrata in funzione con la nascita della diocesi e cioè nei primi secoli del cristianesimo.
Appare abbastanza verosimile la tesi di chi pone il tempio di cui si sta parlando dedicato a “Maria Santissima Madre di Dio”, nelle immediate vicinanze dell’odierna cattedrale, ed ancor più quella di chi ritiene debba identificarsi con la parte più antica dello stesso principale sacro edificio.
La costruzione più vicina all’abside di quest’ultimo, che risale all’XI o XII secolo, il cui ingresso era posto oltre la monofora raffigurante l’immagine di San Pardo impressa su vetri istoriati, potrebbe aver visto la luce proprio sull’area un tempo occupata dalla chiesa intitolata alla “Vergine Maria Madre di Dio”. L’attuale cattedrale, come è ormai ben noto, ha assunto la forma presente a seguito dell’ampliamento eseguito, in particolare, agli albori del XIV secolo e inaugurata, come attesta chiaramente l’iscrizione posta sull’architrave dell’ingresso principale, il 31 luglio 1319.
Da notare che con il Concilio di Efeso, convocato nell’anno 431 dall’Imperatore Teodosio II, venne riconosciuto solennemente alla Vergine Maria il titolo di “Madre di Dio” e, in suo onore, fu subito innalzata a Roma la prima e più grande basilica della cristianità, nota come “Santa Maria Maggiore”.
Nell’immagine, l’arco trionfale della basilica romana con scene musive legate alla maternità divina della Madonna proclamata a seguito della grande assemblea efesina.
Giuseppe Mammarella
Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Termoli-Larino

Arco triofale delle basilica romana di Santa Maria Maggiore, con scene musive relative alla maternità divina della Vergine Maria

