Incontro a Termoli a cura dell'equipe diocesana per le missioni

La generosità silenziosa per aiutare gli studi dei seminaristi delle chiese di missione: opera di San Pietro Apostolo

Un grandissimo dono quello della presenza nella nostra diocesi, accolti dal nostro Vescovo Mons. Gianfranco De Luca, del Vice Direttore Nazionale, nonché Segretario Nazionale della POSPA (Opera di San Pietro Apostolo -sostegno ai seminaristi)  Dott. Tommaso Galizia, di Don Pascal Bwambale dell’Uganda, di Don Joachim Takyia del Ghana e di Lorenzo Nicchiarelli dell’ufficio della POSPA in occasione dell’incontro diocesano missionario su l’OPERA di SAN PIETRO APOSTOLO tenutosi in diocesi l’8 giugno 2024.

E’ stata una mattinata densa di contenuti, a partire dall’intervento del Dott. Galizia che ha ripresentato l’identità dell’Opera di San Pietro Apostolo: “ straordinaria rete di solidarietà missionaria” (come definita da San Giovanni Paolo II il 9 marzo 1996), che ha il compito di cooperare alla missione universale della chiesa anche e soprattutto sostenendo quanti non hanno la possibilità materiale di concretizzare la vocazione al sacerdozio, attraverso borse di studio; a questo va aggiunto anche e soprattutto la preghiera che non si distacca mai dall’opera caritatevole: “Pregare ed agire concretamente per sostenere l’opera di evangelizzazione della chiesa e dei missionari in tutto il mondo, come Gesù stesso ha comandato agli apostoli”

Il dott. Galizia nel continuare il suo intervento, sottolinea come tutto il lavoro della POSPA (che quest’anno spegne 135 candeline) ritorna a beneficio anche di tante parrocchie italiane difatti  è sempre più frequente la presenza di sacerdoti stranieri che sono a servizio pastorale nell’ambito delle nostre diocesi, sia a tempo pieno che parziale e questo grazie alla solidarietà e alla preghiera di quanti sostengono la POSPA.

Il piccolo contributo di ognuno, unito a tanti altri, ha permesso nell’ultimo anno di distribuire aiuti a livello mondiale per circa 17.000.000 di euro a beneficio di  770 seminari di cui 525 in Africa, 237 in Asia, 7 in America e 1 in Oceania.

La densa mattinata continua con la testimonianza di Don Pascal Bwambale della diocesi di Kasese in Uganda sacerdote dal 2019, attualmente a Roma per continuare gli studi in Liturgia e di Don Joachim Takyia della diocesi di Techiman in Ghana, anche lui a Roma per completare gli studi su Comunicazioni sociali.

La sorpresa più grande è stata quella di sapere che Don Pascal è stato sostenuto nel suo percorso alla preparazione al sacerdozio, dal contributo e dalla preghiera di una benefattrice della vicina  diocesi di Chieti-Vasto, mentre Don Joachim, con nostra grande meraviglia e stupore, è stato aiutato dalla Sig.ra M. Z. della nostra diocesi ed esattamente di Santa Croce di Magliano;

Il loro raccontarsi, anche se provenienti da paesi diversi , è stato simile per quanto riguarda  le difficoltà materiali delle famiglie di provenienza, che non avrebbero potuto far fronte a tutte le spese per il seminario ed anche perché famiglie molto numerose e quindi bisognose di “braccia per lavorare” ed un prete non sarebbe stato loro di alcun aiuto.

Non è semplice riportare le sensazioni di gratitudine e di riconoscenza che trasparivano dal loro raccontare il percorso di formazione nei seminari (sostenuti dalla POSPA) ma certamente hanno trasmesso la grande gioia di aver potuto rispondere alla chiamata alla vita sacerdotale grazie alla preghiera e al sostegno di tante persone non materialmente ricche ma persone con cuori ricchi di generosità;

Sia in Uganda che in Ghana le vocazioni sono fiorenti e i seminari sono diversi tra seminari maggiori e minori e riescono ad ospitare anche 200 ragazzi, ma tanti restano fuori perché non possono permettersi la retta e quanto ad essa collegato.

Che gioia sentire che il Signore continua a chiamare sempre e dovunque.

Sostenere gli studi di un seminarista nei tanti seminari sparsi nei cinque continenti non è impresa difficile, anzi semplicissimo come ci ha ricordato Lorenzo Nicchiarelli ( dell’ufficio della POSPA a Roma )che materialmente si occupa di registrare le adozioni, inviare le comunicazioni agli adottanti ecc; anche questa parte tecnica/ amministrativa è  stata utile perché ha dato ai  presenti risposte a dubbi e incertezze.

Quello che ci porteremo nel cuore a conclusione di questa giornata è la riconferma  che tutti siamo chiamati ad essere discepoli e  missionari e che anche “l’obolo della vedova “ è importante per far fronte in parte alle  necessità di ogni missione; tanto si potrebbe ancora fare basta dilatare il nostro cuore.

A cura dell’equipe diocesana per le missioni

SERVIZIO TGR RAI MOLISE:

https://www.rainews.it/tgr/molise/video/2024/06/lopera-missionaria-di-san-pietro-apostolo-a-termoli-ad013155-9cc0-47be-b062-1ea993a35939.html