San Giuliano di Puglia, il pane dell’Annunciazione: una pagina di storia e devozione per la comunità
Una tradizione che si perde nel tempo e custodisce intatti i valori più belli: l’incontro, l’accoglienza, la fraternità, la gioia di condividere gesti di amore. Tutto parte dalla carità, dall’aiuto alla gente povera e oggi, in un contesto diverso, rinnova il senso dello stare insieme. Così, la giornata del 25 marzo è un appuntamento molto importante per la comunità di San Giuliano di Puglia. Il giorno dell’Annunciazione del Signore, del sì di Maria al piano misterioso e salvifico di Dio per la salvezza dell’umanità. L’immancabile rito delle panettelle ‘da Nunziat’ preparate con cura e profonda devozione, recitando l’Ave Maria, in casa o al forno per essere benedette e poi distribuite. Simboli sempre attuali e preziosi in un mondo in conflitto, un dono di gioia, prossimità e pace.
Al termine del triduo di preparazione padre Saverio ha celebrato insieme a don Costantino la solenne celebrazione eucaristica. Un evento umile e nascosto, quello dell’incarnazione per opera dello Spirito Santo, un grande mistero che diventa un rendimento di grazie al Signore per questo grande segno della sua presenza in mezzo a noi. Un Dio, come ricordato da padre Saverio, che “ha scelto di entrare nella nostra storia dove si è fatto simile a noi eccetto il peccato, un Dio che entra nella concretezza della nostra vita in cui ciascuno è chiamato a rispondere con il suo sì, a come noi rispondiamo a Lui”. Non mettendo Dio da parte ma accogliendolo nella vita attraverso l’ascolto e ai tanti piccoli sì, nascosti e preziosi, di pazienza, di cura e tempo donato all’altro.
Il gesto del pane, semplice ed essenziale, diventa una condivisione di un cammino anche nell’approssimarsi della Santa Pasqua. A riscoprire il senso della propria fede. Tante forme per richiamare significati profondi della fede nella vita quotidiana: la Trinità, la famiglia, la Verginità di Maria, la coroncina, la preghiera e così ancora.
Il pane: spezzarlo, distribuirlo, portarlo a casa di un malato vuol dire rinnovare quel “sì” ancora e soprattutto oggi affidandosi con sollecitudine alle mani premurose della Madre di Dio.
Padre Saverio, insieme a don Costantino, ha ringraziato di cuore tutti coloro che hanno partecipato e rinnovato questa devozione, il coro diretto da suor Lydia, i bambini e tutta la comunità in cui in tanti portano il nome di Nunzia, Nunzio e derivati. In chiesa è presente anche un antico bassorilievo che raffigura il momento dell’Annunciazione del Signore. Nella santa messa è stata ricordata anche la cara Pina Iacurto a un anno dalla sua scomparsa, con tanto affetto e una preghiera viva.





























