Una storia di amore per Dio nostro Padre e per ogni sorella e fratello che ciascuno incontra nel corso del cammino della vita. Gioia, devozione, testimonianza, senso di appartenenza a una comunità. Anche quest’anno, il 19 maggio 2026, la comunità di Morrone del Sannio ha celebrato solennemente la memoria del Beato Roberto da Salle. La festa si svolge nel giorno in cui ricorre la morte di San Celestino V, il papa del “gran rifiuto” del quale Roberto (Salle, 1273 – Morrone del Sannio, 1341) fu il discepolo prediletto e che il giovane monaco riuscì a “vedere” a distanza nel giorno in cui lo stesso rese l’anima a Dio, comunicandolo in anticipo ai suoi confratelli.
Una vita di preghiera, penitenza, sacrificio, amore per ogni persona, donata con fiducia al Signore Gesù Cristo con una profonda bontà d’animo. Questa la testimonianza del Beato Roberto, che a Morrone e a Salle (in provincia di Pescara) tutti lo riconoscono come Santo, a ragione dei tanti miracoli a lui attribuiti. Proprio a Morrone del Sannio guarì una bimba di nome Maria celebrando per lei una santa Messa alla fine della quale riacquistò l’uso delle gambe atrofizzate e sono diverse le guarigioni avvenute nel tempo in un contesto di grande commozione. Roberto fondò anche diversi monasteri in terra d’Abruzzo, visitabili ancora oggi: fu, dunque, un autentico testimone della cristianità. Nel paese delle aree interne molisane è presente una chiesa a lui dedicata e, sempre a Morrone, ci sono i resti del monastero in cui ha vissuto gli ultimi dieci anni della sua vita.
Il programma della giornata ha previsto la solenne celebrazione eucaristica nella chiesa dedicata al Beato Roberto presieduta da mons. Gabriele Tamilia insieme padre pallottino Johnson Antony e a padre Deesus Merlin Dcruz dal paese abruzzese. Presente, come sempre, una foltissima delegazione di Salle (che lo festeggia solennemente il 18 luglio e ne custodisce il corpo) a conferma del rapporto di gemellaggio e condivisione esistente tra il centro molisano con i sindaci Stefania Pedrazzi e Davide Morante. Un percorso ideale di devozione e sequela del Beato Roberto, ordinato sacerdote a soli 25 anni nonostante la regola celestiniana imponesse il sacerdozio dopo solo i 31 anni. Un insegnamento attualissimo, quello di “Santuccio”, fondato sui valori del Vangelo: amare il prossimo come sé stesso, rispettarlo, accompagnare ciascuno lungo il cammino, perdonare anche quando questo sembra impossibile, compiere gesti di carità sempre e in ogni luogo.
Mons. Tamilia ha ringraziato tutti per la partecipazione a nome dell’intera comunità di Morrone del Sannio, un grazie alla delegazione di Salle e a tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita della festa. Beato Roberto, prega per noi… in attesa di poterlo venerare presto come Santo della chiesa universale.


Beato Roberto da Salle

