Dinamiche di conversione del cuore è il tema del Ritiro di Quaresima organizzato dall’Azione Cattolica diocesana a S. Martino in Pensilis presso il Nuovo Centro Pastorale Santa Maria.
Il pomeriggio di ritiro si è aperto con la preghiera comune intervallato da Salmi e passi del Vangelo.
Al ritiro hanno partecipato gli adulti dell’AC provenienti dalle associazioni territoriali presenti in diocesi ed è stato guidato da Mons. Claudio Palumbo.
Di seguito una sintesi con i passaggi della riflessione di Mons. Palumbo, che ci ha aiutati nell’approfondire il senso del tempo forte della conversione.
“Ogni anno, all’approssimarsi della Quaresima, ci sentiamo ripetere e anche noi stessi ripetiamo: “Ecco il tempo della conversione”, ma non deve essere snaturato nel suo significato più profondo e più bello. Infatti, se il termine conversione dovesse semplicemente indicare un percorso faticoso, genericamente orientato a un nostro perfezionamento spirituale, questo stesso temine sarebbe svuotato della sua componente tipicamente cristiana. In questo senso, un cammino di conversione potrebbe viverlo chiunque avesse a cuore il miglioramento morale e spirituale della propria vita.
Pertanto la domanda da porsi è la seguente: per quale motivo mi è donato un tempo di conversione? Per quale ragione ogni anno la Chiesa mi invita a vivere con grande serietà il tempo della Quaresima?
Noi viviamo il tempo della Quaresima in una prospettiva cristiana, nella misura in cui il nostro itinerario di conversione ci orienta con rinnovata decisione e radicalità a Gesù. Il cammino quaresimale tende a fare in modo che la vita di Cristo prenda forma in noi. La Quaresima è il tempo di un rinnovato amore per Colui che è il Tutto della vita; è un periodo atteso per tornare nel deserto biblico dell’innamoramento con lo Sposo divino, che è al centro del nostro cuore, dei nostri pensieri, dei nostri progetti, dei nostri sentimenti. Dunque, non si tratta di vivere il tempo quaresimale per un qualche motivo, pur nobile, importante, moralmente elevato, ma di viverlo per Cristo, con Cristo e in Cristo, riconosciuto come Salvatore della nostra vita, Principio e Fine del mondo e della storia.
Possiamo individuare alcuni ambiti di impegno del nostro itinerario quaresimale, ambiti che desideriamo vivere nella logica di un inserimento ancora più integrale nella vita di Cristo, ambiti caratterizzati dalla lettera “A”: Adorazione; Ascesi; Ascolto. Vie sicure per la nostra conversione.
Quaresima come “Adorazione”. E’ importante che nel periodo quaresimale intensifichiamo il tempo dell’adorazione, dell’adorazione eucaristica (il tempo del nostro anno pastorale). Sarà un modo semplice e quotidiano, ma efficace, per recuperare il primato di Dio nella nostra vita e per rimettere ordine nella confusione delle nostre relazioni a ogni livello: con noi stessi, con altri, con le cose. Quando il Signore è adorato nella verità, riprendendo il linguaggio della Genesi, allora è il cosmo armonioso che prende forma nella nostra esistenza.
Per comprendere il senso e il significato dell’adorazione ci possono aiutare con le loro riflessioni San Pier Giuliano Eymard, Romano Guardini e Santa Elisabetta della Trinità.
Quaresima come “Ascesi”. Il termine “ascesi” non è molto abituale nel nostro linguaggio e forse neppure nel nostro stile di vita. Nella sua sapienza, la Chiesa non dimentica oggi di richiamare l’ascesi quale componente importante anche del percorso quaresimale.
La motivazione fondamentale da richiamare è l’amore. Nelle realtà umane chi non è pronto a grandi sacrifici e a grandi rinunce per amore di una persona amata, di un grande ideale, di uno scopo alto che ci si è prefissi di raggiungere. E’ l’amore che sospinge e che neppure fa avvertire il peso della rinuncia e del sacrificio.
Come affermava Sant’Agostino “Quando si ama, non si fatica, o se si fatica, questa stessa fatica è amata“.
E’ esperienza comune a tutti noi quando, qualche volta, abbiamo compiuto sacrifici e rinunce nelle cose che riguardano Dio, ci siamo ritrovati più innamorati. Se il sacrificio e la rinuncia sono il frutto di un grande amore, è anche vero che la rinuncia e il sacrificio sono un seme prezioso per la crescita dell’amore. Rinuncia e sacrificio sono parte integrante di un itinerario di conversione che desideri essere una vera conversione a Cristo e al Suo amore.
L’ascesi cristiana appare come la diretta conseguenza di un amore per il Signore non ancora appagato, di una volontà ferma e disposta a tutto pur di vivere in pienezza la comunione di vita con il Signore. Chi è amato e ama corre, non si accontenta di camminare. Nei Santi, la corsa diviene una necessità abituale, non un atto da compiere nell’entusiasmo di un momento. In realtà, se è vero e non facile illusione, l’amore attrae irresistibilmente e la sua intensità determinerà l’intensità della nostra ascesi, intesa come ricerca di Dio.
Per comprendere il senso e il significato dell’adorazione ci possono aiutare con le loro riflessioni Sant’Agostino, Santa Teresa d’Avila, San Paolo Apostolo, San Gregorio Nazianzeno.
Quaresima come “Ascolto”. Proviamo a rimanere in silenzio, davanti al Signore , semplicemente disponendo il cuore all’ascolto di Lui, con il solo desiderio di udire la Sua voce, di scorgere la Sua volontà. Dio parla e parla sempre, ma è necessario vivere l’attesa e il silenzio nell’ascolto.
Ci aiutano a comprendere il silenzio e l’attendere di San Giuseppe, che nella sua vita ha sempre dato la precedenza alla parola di Dio e, pertanto, all’ascolto. Giuseppe è colui che ascolta, che di ascolto vive e che, per ascoltare, attende senza stancarsi. La nostra Quaresima sarebbe certamente più autentica se lo prendessimo a esempio di silenzio e di ascolto; il nostro silenzio e il nostro ascolto sarebbero più veri se rimanessimo più a lungo alla sua scuola.
Alla dimensione spirituale dell’ascolto di San Giuseppe, si affianca in questo cammino il silenzio e la custodia di Maria. In Lei l’ascolto, che ha certamente le stesse caratteristiche che ritroviamo in Giuseppe, si esprime anche per il tramite di una meditazione che è “custodia nel cuore”. Custodisce e attende che quella parola “muta” divenga parlante, che quella parola senza suono divenga armoniosa, che quella parola oscura divenga limpida e luminosa. Il custodire di Maria è, in certo modo, l’attendere di Giuseppe. Il custodire arricchisce l’attesa di un’altra dimensione, quella dell’affiancare e mettere in relazione, la parola, la vita. Tutto prende forma, il disegno di Dio si fa chiaro e la Sua parola diviene annuncio di salvezza, che riempie il cuore di meraviglia e dona gioia alla vita. Tutto ciò lo ritroviamo nel canto del Magnificat e, possiamo dire che è il frutto dell’ascolto di Maria, è il disegno di Dio che appare in virtù del custodire.
Il tempo della carità: le tre “A” come vita rinnovata nell’Amore del Cuore di Gesù.
L’autenticità della nostra fede la possiamo valutare sulla base delle nostre opere. Non sono le opere a salvarci. Chi ci salva è solo il Signore Gesù con la Sua grazia e la Sua misericordia. Il frutto di questa salvezza che ci è donata non può che rendersi presente e visibile nelle opere, che portano il segno inequivocabile della carità. Il nostro itinerario di conversione a Gesù deve condurci a uno stile di vita nel quale si vede il nostro impegno senza riserve nel vivere la carità del Cuore di Gesù. E’ inevitabile che la carità del Suo cuore batta nel nostro e illumini tutti noi.
Le stesse tre “A” possano essere vie sicure di conversione in questo tempo di Quaresima, saranno realmente vissute da noi se risulteranno essere la radice di una vita rinnovata nell’amore del Cuore di Gesù.
Un’attenzione particolare va rivolata alla misericordia di Dio, sia perchè la Quaresima è tempo di misericordia, sia perchè sarà salutare guardare a ogni nostra caduta, nel cammino pur generoso della conversione, dal punto di vista della misericordia.
Per comprendere il senso della carità e della misericordia ci possono aiutare con le loro riflessioni e le loro opere la serva di Dio Chiara Corbella Petrillo, San Pier Giorgio Frassati, Santa Teresa di Gesù Bambino.
Non stanchiamoci mai di cercare rifugio nelle braccia fortissime e dolcissime del Signore Gesù. La sua infinita misericordia avrà sempre la meglio sulla nostra pur grande miseria.”
Ringraziamo l’Associazione parrocchiale di AC e la comunità parrocchiale di S. Martino in Pensilis per l’accoglienza e l’ospitalità.
La Presidenza Diocesana di Azione Cattolica di Termoli-Larino







