Incontro nazionale delle Presidenze diocesane e delle Delegazioni regionali dell’Azione Cattolica Italiana “Orizzonti Mediterranei. Abitare la fraternità per una cultura del dialogo”. Anche l’Azione Cattolica della Diocesi di Termoli-Larino parteciperà e sarà presente all’evento con una rappresentanza della Presidenza Diocesana, (il Presidente Diocesano, i Vice Presidenti dei Settori e l’Assistente Unitario). Di seguito il materiale di presentazione:
BARI 2026 IN 10 NUMERI
– Oltre 700 partecipanti provenienti da tutte le regioni italiane
– Più di 20 vescovi presenti ai tavoli sinodali
– 4 giorni di incontri, confronto e formazione
– 4 piazze del centro storico coinvolte negli eventi aperti alla città
– 1 grande appuntamento nazionale dell’Azione Cattolica Italiana
– 7 strutture alberghiere coinvolte nell’accoglienza
– Decine di volontari dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto impegnati nell’organizzazione
– 1 Teatro, il Petruzzelli sede delle sessioni plenarie
– 1 Basilica, quella di San Nicola cuore spirituale e simbolico dell’evento
– 2 Reti televisive nazionali coinvolte: RAI 1 per la celebrazione conclusiva e TV2000 per le dirette dell’Incontro sulla piattaforma Play2000
L’Incontro nazionale delle Presidenze diocesane e delle Delegazioni regionali rappresenta uno dei più importanti appuntamenti associativi dell’Azione Cattolica Italiana e costituisce un momento privilegiato di ascolto, discernimento e progettazione condivisa per il futuro della vita associativa e della presenza ecclesiale nel Paese.
LA BASILICA DI SAN NICOLA: CUORE SPIRITUALE DELL’EVENTO
La Basilica di San Nicola rappresenta uno dei luoghi simbolicamente più significativi dell’intero Incontro nazionale.
Custode delle reliquie di San Nicola, venerato sia in Oriente che in Occidente, la Basilica costituisce da secoli un punto di incontro tra popoli, culture e tradizioni cristiane differenti.
In un evento dedicato agli “Orizzonti Mediterranei”, la Basilica assume un valore che va oltre la dimensione religiosa: diventa segno di una fraternità possibile, di un dialogo che attraversa confini geografici e culturali e di una pace che si costruisce attraverso relazioni autentiche.
Sul sagrato e negli spazi adiacenti si svolgeranno alcuni dei momenti più significativi dell’evento, tra cui la preghiera ecumenica, gli incontri pubblici e la serata dedicata alla musica e alle testimonianze.
La scelta di questo luogo richiama la vocazione di Bari a essere ponte tra mondi differenti e simbolo di una convivenza fondata sul rispetto e sull’incontro.
TEMA DI FONDO
L’incontro estivo, a partire dagli Orientamenti triennali, farà da ponte tra il secondo (che ha come verbo guida “Condividere”) e il terzo anno del triennio (che ha come verbo “Generare”) e vuole essere occasione per riflettere su come l’esperienza di fraternità che viviamo in associazione e nella comunità ecclesiale può diventare lievito di pace e speranza nelle città che viviamo, capace di trasformare il contesto ecclesiale e sociale che abitiamo.
Desideriamo riflettere sul modo in cui la fede è capace di mettersi in dialogo con la cultura del nostro tempo, aiutandoci a lasciarci interrogare dai cambiamenti culturali che ci attraversano (ad es. intelligenza artificiale, sfide etiche) e, nello stesso tempo, a essere soggetti di mediazione nelle nostre comunità. Attraverso questo appuntamento, vorremmo riflettere insieme sul modo in cui la comunità cristiana e l’Ac possano generare cultura alla luce di questo tempo, in dialogo con la pluralità di voci e di esperienze: sociale, ecclesiale, civile, politica.
Il convegno intende esplorare come la “convivialità delle differenze”, categoria decisiva per questo tempo complesso, possa diventare stile pastorale e criterio di impegno sociale: dalla cura dei legami alla promozione della pace, dal confronto con il fenomeno delle migrazioni alla costruzione di spazi di dialogo ecumenico e interreligioso. Questo momento formativo vuole anche essere occasione per l’Ac, di allargare il suo sguardo e arricchire anche i suoi strumenti di elaborazione, di azione, nel modo di fare formazione.
Il Mediterraneo, con le sue sfide e le sue ferite ma anche con la sua straordinaria capacità di incontro, farà da cornice simbolica e reale a un percorso che richiede all’Ac di essere generatrice di speranza, custode della comunione e promotrice di nuove forme di presenza profetica nel territorio.
PERCHÉ “ORIZZONTI MEDITERRANEI”
Il Mediterraneo rappresenta oggi uno dei luoghi più significativi e complessi del nostro tempo.
Su questo mare si affacciano popoli, culture, religioni e tradizioni differenti. Sul Mediterraneo si consumano guerre e si aprono percorsi di pace; si incontrano storie di sofferenza e testimonianze di speranza; si intrecciano le sfide delle migrazioni, delle disuguaglianze, della convivenza tra culture e della costruzione di un futuro condiviso.
L’Azione Cattolica Italiana ha scelto di assumere il Mediterraneo come immagine e orizzonte del proprio discernimento associativo, raccogliendo l’eredità del Cammino sinodale delle Chiese in Italia e gli appelli di Papa Leone XIV e Papa Francesco a promuovere una cultura dell’incontro e della fraternità.
“Orizzonti Mediterranei” è dunque un invito a guardare oltre i confini, ad abitare le differenze come opportunità e a costruire percorsi di dialogo, corresponsabilità e pace.
AREE TEMATICHE PRINCIPALI
- Fraternità generativa
Dentro i conflitti, e le grandi trasformazioni del nostro tempo, vorremmo interrogarci sul modo in cui la fraternità possa emergere come categoria decisiva, con la sua forza umile e profetica, capace di generare legami capaci di mediazione e speranza.
- Pace e gestione dei conflitti
In un tempo segnato fortemente dai conflitti, la capacità di mediazione diventa la chiave per costruire la pace dal basso. In questo incontro, riflettiamo sul modo in cui la comunità cristiana sia spazio concreto di riconciliazione e custodia dei legami. Guardando al Mediterraneo, ciò significa trasformare le fratture in possibilità di incontro.
- Migrazioni e cittadinanza
Le migrazioni ridisegnano società e appartenenze, chiedendo nuovi modelli di convivenza. Siamo convinti che il Mediterraneo – da grande cimitero – possa diventare spazio di convivialità. Non si tratta solo di accogliere, ma di generare cittadinanza condivisa, giustizia sociale e integrazione alla luce dei diritti umani.
- Mediterraneo e convivialità delle differenze
Il Mediterraneo è, allo stesso tempo, arena di conflitti e laboratorio di incontro tra culture e fedi. La convivialità delle differenze è lo stile ecclesiale e criterio di costruzione della convivenza. La formazione alla relazione e al dialogo, diventa essa stessa occasione per generare cultura nel contesto mediterraneo.
- Ecumenismo e dialogo interreligioso
Il dialogo tra le Chiese e religioni è via concreta di fraternità. In contesti multiculturali e multireligiosi, l’incontro diventa testimonianza credibile di pace e fraternità.
- Sinodalità, generatività ecclesiale e missionarietà
La sinodalità è stile di ascolto e corresponsabilità tra laici e pastori. Sulla scorta del cammino sinodale, vogliamo condividere insieme ai nostri vescovi le linee di impegno dell’Ac a partire dal tema dell’Incontro. Questa corresponsabilità ci stimola a metterci a camminare insieme come discepoli-missionari.
OBIETTIVI GENERALI
Attraverso questo incontro vorremmo:
– Riconoscere nel Mediterraneo una frontiera simbolica e reale che interpella l’Ac a essere presenza profetica, costruttrice di comunione e promotrice di pace.
– Maturare una fraternità generativa: aiutare come Ac la comunità ecclesiale a riconoscere la fraternità vissuta quale espressione del corpo di Cristo e come esperienza capace di generare cultura, pace e speranza nei territori
– Promuovere un dialogo fecondo tra fede e culture contemporanee: offrire strumenti di discernimento per leggere i cambiamenti culturali (es. intelligenza artificiale, trasformazioni etiche e sociali) alla luce della fede, superando contrapposizioni e chiusure, nella chiave della promozione del dialogo e dell’accoglienza.
– Assumere la convivialità delle differenze come stile, traducendo questa categoria in criterio pastorale e sociale, capace di orientare scelte formative e di impegno pubblico.
– Maturare sempre più nel compito di tessere legami tra Chiesa e territorio, tra generazioni, tra culture e appartenenze diverse.
ATTENZIONI TRASVERSALI
– Valorizzare il passaggio tra il secondo e terzo anno del triennio, tra il condividere e il generare. Vogliamo pertanto che questo Incontro sia occasione per fare sintesi del cammino vissuto insieme (con l’impegno nel Cammino sinodale, la formazione dei responsabili di base, le alleanze), e allo stesso tempo per intraprendere nuove rotte all’interno dell’associazione e della Chiesa, nella prospettiva del cammino assembleare.
– Aprirci al territorio e alla dimensione pubblica, metterci in dialogo con la città, la chiesa locale e le istituzioni, vivendo così la fraternità come esperienza visibile e condivisa.
PERCHÉ BARI
La scelta di Bari non risponde soltanto a criteri organizzativi o logistici. Bari rappresenta uno dei luoghi più significativi del Mediterraneo contemporaneo. Città di incontro tra Oriente e Occidente, porta naturale verso i Balcani, il Medio Oriente e il Nord Africa, Bari custodisce nella propria storia e nella propria identità una vocazione al dialogo che oggi assume un significato ancora più profondo.
La presenza della Basilica di San Nicola, meta di pellegrini provenienti da diverse tradizioni cristiane, rende la città un simbolo concreto di fraternità, di dialogo ecumenico e di costruzione della pace.
In un tempo segnato da guerre, migrazioni, crisi sociali e profonde trasformazioni culturali, Bari diventa per l’Azione Cattolica un luogo privilegiato da cui osservare il Mediterraneo non come confine ma come spazio di relazione, incontro e speranza.
BARI 2026: UN EVENTO PER LA CITTÀ E IL TERRITORIO
L’Incontro nazionale delle Presidenze diocesane e delle Delegazioni regionali dell’Azione Cattolica Italiana rappresenta anche un’importante occasione di valorizzazione del territorio.
La presenza di oltre 700 partecipanti provenienti da tutta Italia genererà un significativo indotto per il sistema dell’accoglienza cittadina, coinvolgendo strutture alberghiere, servizi di ristorazione, mobilità e operatori economici del territorio.
L’evento interesserà alcuni dei luoghi più significativi del centro storico di Bari, dal Teatro Piccinni alla Basilica di San Nicola, fino alle piazze che ospiteranno gli incontri aperti alla cittadinanza.
La scelta di vivere momenti pubblici diffusi nel cuore della città intende favorire una relazione diretta tra i partecipanti e la comunità locale, valorizzando il patrimonio storico, culturale e spirituale di Bari e della Puglia.
L’evento si propone così come occasione di incontro tra persone provenienti da contesti differenti e come esperienza di promozione culturale e sociale del territorio ospitante.
PARTECIPANTI
L’incontro nazionale vedrà coinvolti oltre 700 partecipanti da tutte le Presidenze diocesane (presidenti, segretari e amministratori, responsabili del Settore adulti, giovani, ACR, Msac e Mlac) e le Delegazioni regionali di Azione Cattolica.

La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana

La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana

