A conclusione delle solenni manifestazioni di giubilo in onore di San Pardo, Patrono principale di Larino e diocesi, mi sia consentito precisare che il simulacro di San Primiano, il primo dei tre Martiri Compatroni sempre di Larino e diocesi, a cui è riservato il 25 e il 27 maggio (oltre ai giorni 3 e 15 precedenti) di ogni anno un ruolo davvero speciale, è venerato in una chiesa a lui dedicata. Quest’ultima, anche se da due secoli circa è chiusa dal cimitero (denominato “San Primiano”), sorge dove un tempo erano posti importanti luoghi di culto e dove, secondo la tradizione, tra il 303 e il 304, furono martirizzati i tre Larinesi.
Non appaiono, pertanto, estremamente corrette le seguenti espressioni solitamente legate alla statua di San Primiano: “si preleva dal cimitero” o “si riporta al cimitero”; queste locuzioni, assai riduttive, continuano a circolare.
La chiesa in questione è stata realizzata, agli albori del Settecento, esattamente sul sito dove, tra VIII e il X secolo, fu eretto un grande tempio, con annesso un monastero benedettino, dedicato a San Primiano.
Il complesso monastico, notevolmente ampliato nel 945 da un Presbitero larinese di nome Leone, l’anno seguente Vescovo intruso di Trivento, ma poi destituito da Papa Agapito II, fu donato dallo stesso alla celebre abbazia cassinese. Tale donazione venne confermata, nel 952, con un privilegio dei Principi beneventani Landolfo II e Pandolfo I.
Il monastero di San Primiano, che dal 1241 al 1246 si trovò incluso nel demanio imperiale di Federico II, passò poi, con i suoi ricchi e numerosi possedimenti, in Commenda all’Ordine dei Cavalieri di Malta. Probabilmente, ciò avvenne sul finire del XIII secolo ad opera dell’Abate Biagio e la prima notizia ufficiale relativa a tale concessione si trova confermata in una Bolla pontificia di Bonifacio VIII del 22 settembre 1297.
In un documento redatto il 21 aprile del 1400 per definire una lite insorta tra il Capitolo cattedrale di Larino ed un certo “Landulphus de Agno, Miles Ordinis Sancti Joannis Hierosolymitani, ac Praeceptor Ecclesiae Santi Primiani de Alareno”, si nota che quest’ultimo, in qualità di rappresentante dell’Ordine di Malta, non aveva soddisfatto all’obbligo contratto da quella ‘Commenda’ con pubblico Istrumento del 1319, di versare alla cattedrale di Larino, il 15 maggio di ogni anno in occasione della festa di San Primiano, il censo di sessanta carlini d’argento, due once di vino, due libbre di cera ed una d’incenso.
Prima di andare oltre è opportuno precisare che il fatto di avere attribuito in passato un culto particolare al primo dei tre Martiri Larinesi, non deve destare meraviglia in quanto, come attestano diversi storici, era stile, ogni qual volta si trattava di un gruppo di Santi, soprattutto per brevità, menzionare solo quello che aveva il primo posto nella venerazione popolare.
Il complesso benedettino, assorbito, come già accennato, dall’Ordine di Malta con il titolo della celebre ‘Commenda di San Primiano’, fu abbattuto, perché pericolante, per volere del Vescovo di Larino mons. Carlo Maria Pianetti (1706-1725) il quale, nel medesimo luogo, fece edificare l’attuale sacro edificio di San Primiano che, solo a partire dalla fine degli anni Venti dell’Ottocento si trova chiuso dal cimitero omonimo. Da notare che la vasta area rurale in cui è posta la chiesa dedicata al primo Martire Larinese è, da tempo immemorabile, denominata “Contrada San Primiano”.
A meno di cinquanta metri di distanza sono ancora ben visibili i resti di una basilica paleocristiana del IV o V secolo sorta, probabilmente, esattamente sul luogo del martirio dei tre Larinesi avvenuto, secondo una plurisecolare memoria, mediante decapitazione.
Dell’esistenza a Larino di quest’importante luogo di culto non dovrebbero esserci dubbi poiché, nel 1948, vennero alla luce considerevoli resti nel corso di scavi eseguiti dalla Soprintendenza alle Antichità dell’Abruzzo e del Molise in quel tempo con sede a Chieti, di cui si occuparono, tra gli altri, il Soprintendente in persona Valerio Cianfarani, e Pasquale Testini, Docente di Archeologia cristiana dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma.
Giuseppe Mammarella
Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Termoli-Larino

Statua di San Primiano sul sagrato della cattedrale di Larino


